domenica 18 aprile 2010

Alghe

Piccoli esseri mediocri, vermiformi ed orridamente brulicanti, io vi apprezzo. Perché come alghe ignoranti che ondeggiano alle arcane correnti marine, suscitate in me quel sano ribrezzo, al pensiero del vostro viscido tocco urticante, che mi mantiene sempre una spanna al di sopra di voi, per quanto io possa, raramente, scivolare verso il fondo.

martedì 13 aprile 2010

lunedì 12 aprile 2010

C'era una volta...

C'era una volta un contadino cinese il cui cavallo era scappato;

tutti i vicini quella sera stessa si recarono da lui per esprimergli il loro dispiacere.
"Siamo così addolorati di sentire che il tuo cavallo è fuggito. E' una cosa terribile"

Il contadino rispose "Forse."

Il giorno successivo il cavallo tornò portandosi dietro sette cavalli selvaggi, e quella sera tutti i vicini tornarono e dissero: "Ma che fortuna! Guarda come sono cambiate le cose. Ora hai otto cavalli!"

Il contadino disse: "Forse."

Il giorno dopo suo figlio cercò di domare uno di quei cavalli per cavalcarlo, ma venne disarcionato e si ruppe una gamba, al che tutti esclamarono: "Oh, poveraccio. Questa e' una vera disdetta"

ma ancora una volta il contadino commentò: "Forse."

Il giorno seguente il consiglio di leva si presentò per arruolare gli uomini nell'esercito, e il figlio venne lasciato a casa per via della gamba rotta.

Ancora una volta i vicini si fecero intorno per commentare: "Non è fantastico?",

ma di nuovo il contadino disse "Forse."

venerdì 9 aprile 2010

Autostrada

Ci siamo conosciuti per caso, in una sosta ad un autogrill, in una pausa di riposo dalla fatica giornaliera di guidare in autostrada. Ci siamo incontrati una prima volta, una seconda, per caso. Poi è stato un entrare l'uno nelle abitudini dell'altra, un programmare le soste in autogrill o nelle aree di parcheggio abituali in modo da incontrare l'altro. Siamo diventati amici, ci siamo scambiati le nostre esperienze di guida, le nostre impressioni sui rispettivi passeggeri che avevano fatto tratti di strada con noi. Ad un tratto abbiamo avuto come l'impressione di avere sempre guidato insieme, e lo abbiamo fatto davvero. Abbiamo viaggiato affiancati, tu nella corsia di sorpasso, io in quella di marcia, scambiandoci occhiate e colpi di clacson. A volte io mi sono fermato stanco, in piazzola di emergenza. A volte tu hai fatto delle lunghe soste senza che io ti aspettassi. Eppure, in qualche modo che non capisco, siamo riusciti a piegare le nostre autostrade, che quando viaggiamo su due diverse queste sembrano toccarsi e ti vedo lo stesso, mi vedi lo stesso. Non credo che abbandoneremo mai le nostre automobili per diventare uno passeggero dell'altro, abbiamo troppa voglia di accelerare o frenare quando ci pare, di fermarci o ripartire senza curarsi dell'altro. Abbiamo troppo rispetto dei nostri passeggeri, non possiamo lasciarli a piedi. Malgrado tutto, adesso che so che ci sei anche tu a sfrecciare sulle mie stesse autostrade, viaggiare mi piace di più. E so che nella prossima vita compreremo una macchina insieme.

domenica 4 aprile 2010

Api del Cuore

Le emozioni non si attenuano con il tempo. Almeno non quelle vere, profonde. Lasciate esangui a galleggiare come cadaveri nel mare della coscienza, impietosamente rinnegate dai sentimenti che le avevano portate al mondo per poi avvizzire e scomparire nel nulla della fine di un amore, si gonfiano di acqua malsana e, brulicanti di vermi, il loro empio peso le trascina in fondo, lontano dalla nostra vista interiore. Ma non annegano, ché il dolore e la sofferenza ne intaccano solo la superficie, che cristallizza e forma un bozzolo di protezione.
Fino al momento in cui qualcosa, e più di tutto una musica, fa risuonare il mare intero della coscienza. E quando la musica giusta incontra il giusto bozzolo accade il miracolo: esso si frantuma e l'emozione affiora alla superficie della coscienza intatta, immacolata, senza risentire in alcun modo del tempo o delle vicende. Spezza il respiro in gola, si fa strada verso il cuore e lo stringe in una morsa, spremendogli fuori le lacrime che due occhi possono versare. E' così che le larve generate dai sentimenti che sono stati diventano le api che ci fanno fiorire l'anima. Ogni ape, un'emozione, con la sua musica che punge il cuore.

Conoscersi

Prendi una mattina presto. Di una Domenica. Della Domenica di Pasqua.
Nessun rumore. Nessuna auto. Nessun segno di vita a parte se stessi.
Mi piace pensare all'essere umano come ad un complicato marchingegno, e al suo risveglio come ad una specie di accensione, un momento in cui i sensi lo ricollegano al mondo reale, riagganciandolo al'invisibile nastro trasportatore del tempo.
Ma i sensi hanno bisogno di stimoli per attivarsi, ed è questo quello che rende questa mattina speciale; tutto è sospeso a tal punto che non ci sono stimoli per poterci agganciare i sensi, e questi, quasi per errore, si rivolgono verso l'interno.
E' incredibile quanto siamo enormi dentro, e quanto inesplorati.
Vorrei conoscermi meglio, e non dipendere da questi rari momenti per farlo.
Che poi, al primo rumore, con uno scatto felino i sensi si rivolgono verso l'esterno, agganciano la coscienza al tempo, e l'alba della realtà coincide con il tramonto interiore.