venerdì 9 aprile 2010
Autostrada
Ci siamo conosciuti per caso, in una sosta ad un autogrill, in una pausa di riposo dalla fatica giornaliera di guidare in autostrada. Ci siamo incontrati una prima volta, una seconda, per caso. Poi è stato un entrare l'uno nelle abitudini dell'altra, un programmare le soste in autogrill o nelle aree di parcheggio abituali in modo da incontrare l'altro. Siamo diventati amici, ci siamo scambiati le nostre esperienze di guida, le nostre impressioni sui rispettivi passeggeri che avevano fatto tratti di strada con noi. Ad un tratto abbiamo avuto come l'impressione di avere sempre guidato insieme, e lo abbiamo fatto davvero. Abbiamo viaggiato affiancati, tu nella corsia di sorpasso, io in quella di marcia, scambiandoci occhiate e colpi di clacson. A volte io mi sono fermato stanco, in piazzola di emergenza. A volte tu hai fatto delle lunghe soste senza che io ti aspettassi. Eppure, in qualche modo che non capisco, siamo riusciti a piegare le nostre autostrade, che quando viaggiamo su due diverse queste sembrano toccarsi e ti vedo lo stesso, mi vedi lo stesso. Non credo che abbandoneremo mai le nostre automobili per diventare uno passeggero dell'altro, abbiamo troppa voglia di accelerare o frenare quando ci pare, di fermarci o ripartire senza curarsi dell'altro. Abbiamo troppo rispetto dei nostri passeggeri, non possiamo lasciarli a piedi. Malgrado tutto, adesso che so che ci sei anche tu a sfrecciare sulle mie stesse autostrade, viaggiare mi piace di più. E so che nella prossima vita compreremo una macchina insieme.
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