Prendi una mattina presto. Di una Domenica. Della Domenica di Pasqua.
Nessun rumore. Nessuna auto. Nessun segno di vita a parte se stessi.
Mi piace pensare all'essere umano come ad un complicato marchingegno, e al suo risveglio come ad una specie di accensione, un momento in cui i sensi lo ricollegano al mondo reale, riagganciandolo al'invisibile nastro trasportatore del tempo.
Ma i sensi hanno bisogno di stimoli per attivarsi, ed è questo quello che rende questa mattina speciale; tutto è sospeso a tal punto che non ci sono stimoli per poterci agganciare i sensi, e questi, quasi per errore, si rivolgono verso l'interno.
E' incredibile quanto siamo enormi dentro, e quanto inesplorati.
Vorrei conoscermi meglio, e non dipendere da questi rari momenti per farlo.
Che poi, al primo rumore, con uno scatto felino i sensi si rivolgono verso l'esterno, agganciano la coscienza al tempo, e l'alba della realtà coincide con il tramonto interiore.
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