Siedo. E mi sento in attesa. Sia beninteso, non attendo niente e nessuno. Eppure lo stato d'animo è quello, quel sentirsi sull'orlo di un dirupo sugli eventi futuri. Che poi il futuro lo si può raggiungere in due modi, lanciandovisi contro o rimanendo perfettamente immobili, lasciando che il corso del tempo porti il futuro al nostro cospetto. Lo sguardo cade sulla lancetta dei secondi di un orologio a muro; onorando il senso di attesa scruto i suoi scatti, ed è come se quella insignificante sfera trascinasse nel suo moto tutto l'universo, un pizzico più avanti nello spaziotempo. Per un istante mi sento parte di questo moto enorme e mi arrendo alla sua ineluttabilità, ma qualcuno pronuncia il mio nome, ed è già ora di ricominciare ad inseguire il futuro. Fino alla prossima attesa.
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