Della prospettiva mi piace la presenza dei punti di fuga. Ben tre punti dove tutto converge, tre punti verso i quali tutte le linee corrono senza, ironia del destino di molti, arrivarci mai. Come alla base dell'arcobaleno, qualcosa di speciale succede nei punti di fuga, tutto si condensa in un singolo punto. E il mio sguardo, e la mia anima con lui, scruta nelle direzioni dei punti di fuga, sfuggendo la realtà immanente e vicina, troppo rivelata e presente. Mi ci perdo, all'inseguimento dei punti di fuga.
Eppure, ci sono dei momenti in cui avrei bisogno di un fisheye per piegarmi la realtà intorno. Niente più linee che divagano, ma curve che mi racchiudono, regalandomi la sicurezza e la serenità di stare ancora al centro di qualcosa.
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